SPNB International Money Orders

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Questa è una storia vera

30 ottobre 2004


All’inizio degli anni 1990 furono destinati dal governo USA 700 milioni di dollari per "scopi umanitari". La Security Pacific National Bank ( SPNB ) di Brea, California, ebbe l'appalto per trasformare il denaro in assegni bancari prepagati (International Money Orders/IMO) del valore di 2000 dollari ciascuno per essere distribuiti alle vittime della guerra in Bosnia.  Ma, nel 1992, la banca subì una "violazione di sicurezza" e fu ordinata la distruzione degli IMO. Che cosa è successo a questi 700 milioni di dollari?

 

Nel 1996, la stessa Banca (SPNB) che era stata responsabile della "violazione di sicurezza" nel 1992, ebbe un altro appalto per trasformare 700 milioni di dollari in assegni bancari prepagati (IMO) per una società chiamata International Trading Holding di New York.  Il garante? La National Bank of America.  Per contratto, anche questo denaro era destinato per "scopi umanitari". Era lo stesso denaro del 1990?  Se si, raggiunse questa volta la sua destinazione? Se no, chi ci può dire che cosa è successo ad ambedue le destinazioni che ammontano a 1,4 miliardi di dollari?

 

Per oltre 12 anni questi contratti rimasero avvolti nel segreto fino ad aprile 2003, quando funzionari dell' ufficio del Controller, agenti del FBI e gli uffici del D.A. di California decisero di far trapelare al pubblico qualche informazione riguardante gli IMO. Dalle scarse informazioni rivelate essi fecero in modo di etichettare gli IMO "falsi" senza dare prova di ciò, e ordinatamente li collegarono all'annuncio dell'arresto di quattro persone che avevano provato ad incassare gli IMO presso una banca di San Diego e di convalidarli presso l'ufficio del Controller di Sacramento.

 

In aprile del 2003, Dale Lee, capo investigatore dell'ufficio del Controller di California, rilasciò questa dichiarazione ai giornali californiani, "Le radici del caso vanno indietro agli inizi degli anni 90 quando la Security Pacific National Bank subì una violazione di sicurezza . Prima che fosse comprata dalla Bank of America ( BofA ), SPNB diede in appalto la distruzione degli IMO.  La distruzione doveva avvenire nelle Filippine. Ma qualche IMO divenne matrice per falsari.  Denaro falso incominciò a circolare nell' Europa dell' Est nel 1992, quando la banca venne assorbita dalla Bank of America ( BofA)."

 

La dichiarazione di Lee è fuorviante perchè non spiega gli arresti e presume che gli IMO siano falsi.  Nonostante la gravità delle accuse levate (cospirazione alla frode, possesso di titoli falsi, frode bancaria), tutti quelli arrestati furono condannati per cattiva condotta.  Perchè allora era stato necessario inscenare questi arresti?  Come è possibile che due persone fossero arrestate per aver presentato gli IMO all'ufficio del Controller quando là è l'esatto posto dove si dovrebbe andare se possiedi IMO e desideri sapere se sono validi!?!  Come si può avere l'intenzione di commettere frode quando la persona accusata si presenta essa stessa alle autorità per convalidare gli IMO in questione?  (Rimane il fatto che esistono poche alternative per una verifica, se non attraverso l'ufficio del Controller, poichè nessuna autorità competente ha mai annunciato l'esistenza degli IMO ne provveduto ad un modo per verificare la loro validità.)

 

La rivelazione più scioccante in questi "contestabili" arresti rimane il fatto che una delle quattro persone, Vladimir Jacovina, è il principale coordinatore di 520 milioni di dollari in IMO ancora in circolazione in Europa!  Dopo essersi dichiarato colpevole di sei accuse compresa cospirazione alla frode, possesso di titoli falsi e frode bancaria, a Jacovina venne ordinato di ritornare in Croazia e rilasciato senza una pubblica scorta.  E’ inutile dire che Jacovina non è ritornato al suo paese e al momento sta cercando modi per utilizzare gli IMO come garanzia per investimenti Europei.  E’ possibile che l'investigatore Lee e la sua Special Task Force non abbiano riconosciuto Jacovina? Se volevano recuperare gli IMO ancora in circolazione non avrebbero dovuto tenerlo in custodia? Ordinandogli di ritornare da solo in Croazia le autorità non hanno commesso un imperdonabile errore o ciò fu fatto intenzionalmente?


Per quale ragione le autorità hanno aspettato 12 anni per "rendere pubblica la storia" contemporaneamente agli orchestrati arresti in California? 


Forse il motivo ci porta al 2001 quando un uomo d'affari italiano a Roma, avendo ricevuto da una società croata, come offerta di investimento nella sua ditta, degli IMO, incominciò una normale indagine per determinare la validità degli stessi. Portò un (1) IMO originale e i numeri di serie di $20.000.000 di IMO agli agenti del FBI John Casenza e Linda Vidi dell’Ambasciata Americana a Roma, offrendo la sua piena collaborazione dovessero i documenti risultare illegali. Casenza lo richiamò il 18 maggio 2001 per dire che “l’unico modo per verificare la loro validità era di depositarli in un conto”. L’uomo d’affari mandò i numeri di serie anche alla Bank of America (BofA) per verifica. BofA rispose (ma solo verbalmente per telefono) che i numeri di serie erano “legittimi”. Le sue email e fax di verifica a Leticia Duarte, Supervisore degli State Controllers Offices di California a Sacramento non ebbero mai risposta. Prudentemente, fece mandare solo 100 IMO al suo socio negli USA per verificarli presso la Bank of America a Los Osos, California, dove avevano il conto della ditta. Questa volta la BofA rifiutò di accettarli, dichiarando che erano “veri”, ma non potevano essere accettati per deposito perché “avevano un conto non valido” (Come possono “veri” documenti prepagati avere un conto non valido?!?).


Non avendo ricevuto risposta da Duarte, e sapendo che piene informazioni su documenti prepagati, con un conto non valido, dovevano essere per forza presso gli uffici del Controller, per la legge del silenzio-assenzo l’uomo d’affari dedusse che il conto doveva essere valido. Così, per una ulteriore verifica, spedì un (1) IMO presso il suo conto personale con la USAA Federal Saving Bank in San Antonio, Texas, e due (2) IMO nel suo conto personale del Servizio Riscossione Tributi per tasse dovute , includendo ,per precauzione, una lettera ad entrambi le istituzioni, allarmandole che i documenti potevano essere falsi o non validi. Tutti e tre (3) gli IMO furono onorati dalla Bank of America. (Quale migliore prova di validità?)


Trascorso qualche giorno, un misterioso” procuratore finanziario" chiamato Randy Evans si presentò ai soci americani dell'uomo d'affari, dichiarando di rappresentare la W.B.M.B. Enterprise Ldt., una ditta con esperienza nel negoziare gli IMO ed offrì la collaborazione della sua organizzazione in cambio di una percentuale. A Phoenix furono visitati gli uffici di Evans ed in apparenza tutto sembrava legittimo.  Fu firmato un contratto con la W.B.M.B. per la loro collaborazione. IMO del valore di 194.000$ furono consegnati tramite corriere al socio di Evans, John Buttner, che doveva depositarli nel conto della loro ditta.

 

Gli IMO furono immediatamente confiscati dall'agente del FBI di El Paso, Kurt Schmidt, senza rilascio di ricevuta o verbale. L’Attorney General ,John Cornyn, dichiarò arbitrariamente che gli IMO erano “falsi”, basandosi sull’opinione non qualificata dell’agente Schmidt e le pronte dichiarazioni avanzate dai funzionari della BofA (una delle parti che avrebbero beneficiato enormemente non onorando gli IMO).  L'uomo d'affari rispose chiedendo prova e documentazione che gli IMO fossero falsi rivolgendosi direttamente a Cornyn, al FBI di El Paso, agli uffici del Controller di California ed al Comptroller of the Currency a Washington D.C. Nessuno rispose alle sue telefonate, fax, o email!  (Evans ed i suoi uffici erano nel frattempo spariti ed informazioni sulla sua ditta non si poterono più trovare.)

  

L’uomo d’affari, esasperato dal comportamento delle autorità, invocò la Legge sulla Trasparenza e finalmente ebbe una risposta il 19 dicembre 2001 dal Comptroller a Washington D.C., che dichiarava gli IMO essere “documenti non validi”, senza specificare il perché. Pochi giorni dopo ricevette anche la documentazione pertinente, ma censurata, incompleta e di discutibile valore!


Questo era proprio ciò che l'uomo d'affari cercava e pretendeva.......una risposta ufficiale!!     E in questa data (il 19 dicembre 2001) fermò le sue verifiche .... anche se la dicitura "documenti non validi" non avesse alcun senso, vista la natura degli IMO (documenti prepagati)!   Fino a quel momento, aveva "rotto troppo le scatole", e qualcuno  la deve aver presa sul personale!


A gennaio del 2003, il successore di Cornyn, A.G. Johnny Dutton, rispose con una accusa ed un mandato di arresto per l'uomo d'affari che non voleva smettere di fare domande e pretendeva risposte dalle autorità.  Dutton seguì le orme di Cornyn e non si preoccupò mai di fornire prove delle sue accuse.  E' logico accusare e far arrestare la sola persona che non solo era qualificata a condurre una indagine sulla validità degli IMO, ma che si è anche presentata direttamente alle autorità competenti per fornire informazioni e offrire la sua collaborazione alle autorità per localizzare gli IMO ancora in circolazione?


Questa persona si era avvicinata troppo a qualcosa che non era destinata alla conoscenza pubblica?

 

Un altro affascinante aspetto di questo affare è il comportamento dei funzionari della Bank of America (BofA ) durante tutto il periodo delle indagini dell'uomo d'affari.  Quando pressati dalle richieste di informazioni sugli IMO, i funzionari rispondevano in vari modi :

.....essi prima confermarono che gli IMO erano "legittimi",

.....poi dichiararono che gli IMO "non avevano un valido conto bancario" ,

.....poi onorarono un (1) IMO sul conto dell'uomo d'affari con la sua banca in Texas,

.....poi onorarono due (2) IMO come pagamento per tasse dovute (!) ,

.....poi rifiutarono di onorarli


OGGI RIMANGONO QUESTI EVIDENTI FATTI :

 

  • Nessuna agenzia ufficiale ha mai rilasciato un verbale o ricevuta per gli IMO confiscati.

  • Ne la Security Pacific National Bank ne la Bank of America sono mai state ritenute responsabili per una “violazione di sicurezza" nel 1992 (relativa agli IMO).

  • Non si conosce niente sulla seconda destinazione di 700 Milioni di dollari in IMO.

  • Bank of America ha raccolto grandi profitti dal suo coinvolgimento in questo affare e si prepara a raccoglierne ancora di più non dovendo onorare gli IMO o restituire il denaro perso nella “violazione di sicurezza” del 1992/93. Non sorprende quindi che essi rispondano con dichiarazioni conflittuali ed ignominiose.

  • Nessun funzionario del governo USA od agenzia ha mai dato una spiegazione su perché gli IMO furono usati come strumento di distribuzione aiuti alle vittime di un paese distrutto dalla guerra, sapendo tutti bene quali difficoltà si possono essere incontrate nell'incassare tale valuta dove i servizi bancari fidati erano quasi inesistenti. I riceventi avevano poche alternative  se non affidandosi ad investitori privati che avrebbero acquistato gli IMO con un forte sconto.

  • Nel gennaio del 2003, un rispettabile uomo d'affari a Roma è stato falsamente accusato di “collusione volta a commettere frode bancaria” e “frode bancaria” in una accusa inoltrata dall' A.G. del Texas Sutton.  L'accusa, come invece prescrive la legge, non include evidenza e prove che gli IMO fossero falsi. Le accuse riportano solo le opinioni degli agenti FBI e le osservazioni fatte dai funzionari della Bank of America. L'uomo è stato arrestato due volte, messo agli arresti domiciliari per 9 mesi, dovendo presentarsi alla polizia 3 volte alla settimana, e costretto a subire sia il peso finanziario e sia lo stress emotivo su di lui e la sua famiglia, costringendolo a continue battaglie legali presso la magistratura italiana notoriamente oberata dal troppo lavoro e troppo facilmente influenzabile dall'arroganza e la grossolanità delle azioni delle autorità USA. Tutto questo per evitare l'estradizione.  In aggiunta, l'onorevole Giudice Michael S. McDonald della Corte di El Paso, Texas, ha negato all'uomo i suoi diritti legali di rappresentanza in una Corte di Giustizia USA dichiarando che non vuole discutere sui fatti fino a che l'accusato non è in sua presenza.

 

PER PIU’ DI DODICI (12) ANNI QUESTO AFFARE E’ STATO TENUTO DILIGENTEMENTE SEGRETO, INTENZIONALMENTE INGANNANDO E CONFONDENDO, RENDENDO QUASI IMPOSSIBILE RINTRACCIARE LA DESTINAZIONE FINALE DI QUELLI CHE POTREBBERO ESSERE 1.4 MILIARDI DI DOLLARI.